Progetti di sculture, opere di Silverio Riva

Dal 10 febbraio al 12 marzo 2023; inaugurazione  giovedì 9 Febbraio ore 18.30
A cura di Alessandra Attianese, Renato Galbusera, Giulia Minetti
Un particolare ringraziamento a Tiziana Riva

Giovedì 9 Febbraio presso l ‘ Atelier della fotografia, Stazione del Passante Ferroviario di Porta Venezia, sarà inaugurata la mostra Progetti di sculture, opere di Silverio Riva

Dell’ artista (1940 – 1998 ), Docente dell’ Accademia di Belle Arti di Brera e presenza significativa del panorama del secondo novecento, viene presentato un gruppo di opere pittoriche, premessa agli sviluppi della sua opera tra gli anni ’80 e ‘ 90.
 
La mostra sarà visitabile sino al 12 marzo, tutti i giorni negli orari di apertura della Stazione.
 
 

SILVERIO RIVA (1940 – 1998)

Nato a Voghera nell’agosto del 1940, frequenta il Liceo Artistico e prosegue gli studi di scultura all’Accademia di Brera con Luciano Minguzzi e all’Accademia Estiva di Salisburgo, dedicandosi attivamente alla creazione artistica e segnalandosi, ben presto, per l’originalità della ricerca sia tecnica che espressiva.

Dal 1965 inizia a esporre le sue opere in Gallerie e Istituzioni Nazionali. Molto legato alla terra d’origine dedica parte dell’attività artistica al territorio, preoccupato del decadimento dei monumenti e dal disfacimento della natura (di cui usa molti materiali: pietra, legno, rami) mentre nella serie “Discariche” imprigiona, nel bronzo e nella terracotta, rifiuti e scarti della vita quotidiana.

Nel territorio lascia anche monumenti pubblici, in ricordo della Resistenza, e funebri per privati.

Oltre che scultore e professore, a Brera, è ideatore di iniziative artistiche di arte contemporanea coinvolgendo scultori affermati come Pomodoro, Staccioli, Somaini, Mo, Cavaliere, Azuma, Bodini, Alberti, e altri, portando l’evento in molte località dell’Oltrepò a contatto con le varie realtà locali, poco avvezze all’arte contemporanea.

Passato dai gessi e dal legno, degli anni ’60,si impegna nel bronzo e nella ceramica, affiancandovi una notevole produzione grafica e litografica.

Negli anni ’90 torna a utilizzare la terracotta nella bottega d’arte di Sandro Soravia, ad Albissola, indagando la manualità plastica offerta dall’argilla e riscoprendo il “classico” con la ri-creazione di colonne, portali, steli, lesene e sentieri percorsi da corrosioni e guasti ma ingentilite da ingobbi, maioliche, smalti colorati opere protese, con speranza,  verso luna, cieli e stelle. Opere che esporrà in una grande mostra personale nel 1997.

Scompare, prematuramente, nell’ottobre del 1998 nel pieno di una maturazione artistica percorsa con nuova consapevolezza.